Il desiderio di avere un figlio può nascere da varie motivazioni, e qualunque sia la storia personale e di coppia, diventare genitori è un passaggio evolutivo caratterizzato da enormi stravolgimenti psicologici e relazionali. Il percorso che porta a diventare genitori non è uguale per tutti, e per alcuni può essere faticoso e costellato di difficoltà. Le coppie che ricevono una diagnosi di infertilità, ad esempio, entrano in contatto con emozioni spesso altalenanti, che possono riattivare temi di vita irrisolti e compromettere la salute psicologica dell’individuo e della coppia. Decidere di intraprendere un percorso, spesso faticoso e in salita, di procreazione medicalmente assistita (PMA) non è una decisione semplice, dove si susseguono momenti di fiducia e speranza a vissuti di frustrazione, disperazione e sensazioni di fallimento, che possono diventare vere e proprie esperienze traumatiche. Inoltre, non è purtroppo inusuale dover affrontare eventi traumatici quali aborti, lutti perinatali e parti complicati a cui seguono i sintomi da disturbo post-traumatico da
stress (PTSD).
Nonostante l’arrivo di un bambino all’interno di un nucleo familiare venga spesso vissuto, culturalmente, come un momento di gioia, è importante ricordare che i neo-genitori possono sperimentare una serie di emozioni che vanno oltre la felicità e l’entusiasmo per tale evento.
Possono subentrare delle ansie, paure e sentimenti di inadeguatezza relativi all’idea di immaginarsi nei panni di genitore. Molto spesso, i problemi emotivi che possono presentarsi prima o appena dopo il parto sono spesso misconosciuti, incompresi o celati per imbarazzo e vergogna; quelli maggiormente riscontrati sono tristezza, difficoltà nel sentirsi genitori, depressione pre e post partum, ansia, e, in rari casi, disturbi del pensiero o nell’esame di realtà (psicosi postparto o psicosi puerperale). Tali vissuti, in gravidanza e dopo la nascita, possono avere effetti non solo sulla mamma e il papà ma anche sulla loro relazione di attaccamento con il bambino e sul bambino stesso.
Dunque, in un momento così delicato come la gravidanza e il passaggio alla genitorialità è fondamentale che i segnali di sofferenza del genitore non vengano sottovalutati e che si ponga su di essi la dovuta attenzione in modo da garantire una presa in carico tempestiva del disagio. In modo particolare, è importante considerare il ruolo delle esperienze traumatiche nell’insorgenza di tali difficoltà emotive. Condurre un intervento specifico con l’EMDR sugli aspetti più difficili del percorso per diventare genitori, può essere di grande aiuto nel modificare lo stato emotivo del singolo e della coppia, e nel fronteggiare i sentimenti di incapacità e fallimento che possono insorgere. Lavorando sugli aspetti più critici e traumatici riportati, inoltre, si aiuterà il genitore a sviluppare una maggiore capacità di regolazione emotiva, che si tradurrà in un maggior benessere generale e una migliorata capacità di affrontare le sfide che, l’essere genitore, riserva.
La terapia EMDR da ampio spazio anche al rinforzo delle risorse dei genitori a livello personale e relazionale, necessarie per favorire una maggiore autoefficacia nell’affrontare le sfide delle diverse fasi della genitorialità, presenti e future. Ciò si traduce quindi in un maggior benessere dell’intero sistema familiare: il singolo individuo, la coppia e la loro relazione di accudimento con il figlio.
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