Il termine mobbing si riferisce a una serie di comportamenti quali vessazioni, demansionamento, umiliazioni, maldicenze, perpetrati da parte di una o più persone nei confronti di un altro individuo e lesivi della dignità personale, professionale e psichica dello stesso. Tali comportamenti possono altresì sfociare in vera e propria violenza fisica.
Il termine definisce un atto consapevole di violenza tattica che spinge il soggetto mobbizzato alla disperazione e talvolta al suicidio. I contesti in cui può essere attuato il mobbing non riguardano solo quello lavorativo, ma anche quello familiare e scolastico.
Nel contesto lavorativo lo scopo del mobbing è quello di spingere la persona al licenziamento o per ritorsione o per il rifiuto di sottostare a richieste immorali. Le azioni traumatiche possono riguardare la marginalizzazione dell’attività lavorativa, la mancata assegnazione dei compiti lavorativi o degli strumenti di lavoro, i ripetuti trasferimenti, la ripetuta attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al profilo professionale posseduto.
Si parla di mobbing quando l’attività persecutoria causa non solo l’espulsione del lavoratore ma determina anche ripercussioni psicofisiche che sfociano spesso in vere e proprie patologie psichiatriche.
Il mobbing può essere perpetrato sia dai propri superiori che dai colleghi. Nel primo caso parleremo di mobbing verticale, nel secondo di mobbing orizzontale.
Nel contesto familiare questa pratica è condotta all’interno di dinamiche relazionali coniugali e intra-familiari ed è finalizzata alla delegittimazione di uno dei due coniugi e alla estromissione di questi dai processi decisionali riguardanti la famiglia in genere e nello specifico i figli.
Nel contesto scolastico il mobbing assume la forma di vessazione di branco ed è spesso confuso con il bullismo. A scuola esiste una forma particolare di mobbing dall’alto ossia praticato da un insegnante nei confronti di uno o più allievi e il mobbing di studenti nei confronti di insegnanti ritenuti deboli e non in grado di mantenere la disciplina in classe.
Il mobbing non è una malattia ma può certamente esserne la causa. I disturbi più frequenti sono rappresentati da manifestazioni ansioso-depressive e da sintomatologia ascrivibile sia al disturbo post traumatico da stress sia al disturbo da disadattamento lavorativo.
Pertanto la terapia EMDR rappresenta la terapia di elezione in questo tipo di problematica proprio perché la rielaborazione degli eventi traumatici elicitati e desensibilizzati attraverso il protocollo EMDR favorisce la ristrutturazione delle informazioni legate al trauma vissuto.

Bibliografia
F. Costa
Il mobbing
Ed. Scientifiche italiane
M. Meucci
Danni da mobbing. Danno professionale, biologico e psichico, morale, esistenziale.
I. Fernandez G. Maslovaric M. V. Galvagni
Traumi psicologici, ferite dell’anima
Ed. Liguori.