Secondo questa teoria (ideata dal dr Andrea Fissi nel 1980) l’individuo è da intendersi nella sua globalità, dove la mente è da considerarsi una pura e semplice funzione superiore dell’organismo, da esso generata e condizionata, nel tentativo di creare un rapporto equilibrato con l’ambiente in una condizione di armonia dell’essere.
Essendo dunque l’organismo a produrre il fenomeno psiche, esso ne condiziona inevitabilmente la sua struttura, ma anche l’organismo viene a sua volta condizionato dal fenomeno psiche che ha prodotto. È con questo dialogo continuo fra corpo e mente, dettato da continui adattamenti e cambiamenti, che l’individuo arriva a crearsi una propria piattaforma di partenza che costituisce la base per la formulazione della sua verità, della sua visione del mondo. Si creano dunque degli schemi operativi di base (mentali ma ancor di più fisici, che si manifestano con tensioni nel corpo, incollature, rigidità) da cui l’individuo parte per valutare le proprie esperienze. Il problema nasce nel momento in cui tali schemi, fissati nel tempo e pertanto ritenuti veritieri dall’individuo, determinano in quest’ultimo una visione falsata della realtà.
Partendo da queste considerazioni, il campo principale d’intervento della PCA è individuabile nella liberazione del paziente da queste alterazioni valutative.
Per fare ciò è necessario intervenire, oltre che su un piano prettamente psicologico, anche sul piano corporeo al fine di rendere pienamente efficace il processo di rielaborazione dell’individuo. La tecnica elettiva di trattamento in tal senso nella PCA è la manipolazione corporea. Essa consiste in una manipolazione del tessuto connettivo eseguita seguendo la direzione delle fibre muscolari, di ciascun muscolo sottostante, per scrollare le sostanze e incollature tra le fasce muscolari ed i muscoli stessi. Particolare attenzione in questa tecnica viene riservata alle aree di maggiore concentrazione delle terminazioni nervose che costituiscono le zone riflesse. In queste parti si trovano spesso degli accumuli di sostanze nel tessuto connettivo che ne alterano il normale funzionamento. Ben lungi dall’essere un massaggio classico o di tipo connettivale, la manipolazione corporea è un trattamento mirato a specifiche zone con il compito di rimuovere le alterazioni presenti. La notevole differenza tra un massaggio e questo tipo di manipolazione, si può evincere dal fatto che il risultato del trattamento rimane inalterato negli anni, salvo l’intervento di nuovi fattori altamente traumatici.
La manipolazione corporea è inoltre supportata da altre tecniche simbolico – interpretative, sviluppate sempre nella logica della Psicocorporeità analitica dal dr Fissi, per facilitare la rielaborazione del paziente.

COME SI INTEGRA L’EMDR CON LA PCA?

Entrambi gli approcci hanno come base il modello AIP (Adaptive Information Processing) e intendono l’individuo nella sua interezza, intervenendo a livelli ben più profondi del piano esclusivamente psicologico mentale.
Entrambi agiscono sia sul corpo che sulla mente e intervengono sull’individuo, aiutandolo a cambiare gli schemi attraverso cui egli ha imparato negli anni a guardare tutto ciò che gli succede ma che spesso, nel presente, rappresentano una visione distorta del reale e pertanto una convinzione errata o imbroglio.

Nello specifico del trattamento inoltre:
Durante la manipolazione corporea affiorano spesso sensazioni, profonde emozioni, ricordi di ogni tipo rivissuti dal paziente con molta intensità. In queste situazioni l’impiego dell’EMDR sul materiale emerso permette al paziente di raggiungere una completa rielaborazione in termini adattivi funzionali del proprio vissuto traumatico. La possibilità, inoltre, di rapportare quanto emerso e rielaborato con la regione corporea trattata, permette al paziente di dedurne i collegamenti psicofisici sottostanti.
In modo analogo, partendo da un trattamento con EMDR, poiché nella rielaborazione di un’esperienza stressante o traumatica vengono considerati tutti gli aspetti, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici, tale approccio facilita la strada ad una modificazione del corpo, così come teorizzato anche nella PCA. Il completamento poi di tali modificazioni attraverso l’utilizzo della manipolazione corporea determina come visto sopra il raggiungimento di una piena rielaborazione di quanto vissuto.

QUANDO È INDICATA LA PCA?

Innanzitutto è d’obbligo dire che, intendendo l’individuo come unione imprescindibile di corpo e mente, e la patologia come la manifestazione di un imbroglio valutativo in cui questi ultimi sono caduti, ogni paziente beneficerebbe di un trattamento con PCA.
Più nello specifico, la PCA assume un ruolo fondamentale nel trattamento di:

  • pazienti che hanno vissuto traumi in cui il corpo è primariamente coinvolto,
  • pazienti con traumi vissuti nei primi anni di vita in cui la memoria corporea-preverbale acquista un ruolo determinante nella fissazione del ricordo traumatico,
  • pazienti con malattie psicosomatiche o con sintomi fisici funzionali generalizzati non riconducibili a particolari patologie organiche