“Mi ero sempre considerata una persona sana, forte, capace di affrontare e risolvere qualsiasi cosa. La malattia mi aveva profondamente segnato. Non ero più la persona di prima. Temevo di poter morire. Ero depressa e trascorrevo le giornate chiusa in casa piangendo…”
“Mi sono avvicinata all’EMDR in seguito all’asportazione di un tumore. Mi ero sempre considerata una persona sana, forte, capace di affrontare e risolvere qualsiasi cosa. La malattia mi aveva profondamente segnato. Non ero più la persona di prima. Temevo di poter morire. Ero depressa e trascorrevo le giornate chiusa in casa piangendo. Da un lato avevo paura della morte, dall’altro ero bloccata e non riuscivo a fare niente per tornare a vivere. Nel corso delle sedute EMDR sui momenti più brutti che avevo vissuto durante la mia malattia, ho incominciato progressivamente a non sentirmi più “anestetizzata”, il mio corpo ha ripreso a mandarmi dei segnali e le mie emozioni timidamente hanno ripreso a fare capolino. La mente ha incominciato a vagliare nuove prospettive e la mia valutazione degli eventi è diventata gradualmente e naturalmente più ampia, meno centrata sulla malattia e sul dolore. La consapevolezza che ero in grado di trovare nuovi significati e più chiavi di lettura rispetto a ciò che stavo vivendo mi ha dato un profondo senso di benessere e la sensazione della possibilità di una ripresa. La voglia di vivere mano a mano è ritornata e con lei la convinzione di non volermi più lasciare andare, di voler ricominciare. Mi riempie di serenità l’immagine di me come uno stelo che emerge piano piano dalla terra e diventa arbusto e poi fiore,. Il pensiero dell’avvicendarsi delle stagioni e del susseguirsi delle fasi di vita e morte della natura mi riporta ai ritmi naturali delle cose. Mi sono risentita parte del tutto e convinta che anche la mia vita ha uno scopo. Sono ritornata. Non più difettosa ma piena e intera. Ho imparato a circoscrivere la malattia che ho avuto ad un momento circoscritto della mia vita e a guardare al futuro con serenità e senza paura. Mi sono ripresa la mia vita. “
Rossella, Tumore
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“Avendo avuto anche in passato vari episodi di natura psicosomatica, mi hanno consigliato di iniziare una psicoterapia e in particolare di rivolgermi ad una psicologa che trattasse i suoi pazienti con il metodo dell’EMDR…”
“Mi chiamo Enrica, oggi ho 33 anni. A causa di un forte stress da lavoro improvvisamente ho perso quasi totalmente la vista da entrambi gli occhi. Tutti gli esami fatti in ospedale non riportavano nulla di anomalo ma il mio problema persisteva, tanto che terminato il periodo di malattia contrattuale, mi sono messa in aspettativa dal lavoro che poi inevitabilmente ho perso. Avendo avuto anche in passato vari episodi di natura psicosomatica, mi hanno consigliato di iniziare una psicoterapia e in particolare di rivolgermi ad una psicologa che trattasse i suoi pazienti con il metodo dell’EMDR. Attraverso i movimenti oculari ho rivissuto i momenti che mi procuravano più ansia e stress e ho ricordato e rielaborato eventi per me traumatici. Durante la seduta inizialmente il mio stato d’ansia aumentava, anche il mio corpo si irrigidiva o sudava più del solito ma procedendo con l’elaborazione le sensazioni psichiche e fisiche miglioravano in modo significativo e percepibile. Rivivere certe esperienze nuovamente, anche se solo con il pensiero, non è stato per niente facile: ho rivissuto le stesse emozioni che avevo provato in passato ma nella consapevolezza di avere al mio fianco la terapeuta e di essere ora al sicuro. Alla fine mi accorgevo che riuscivo a ripensare a quegli eventi come semplici esperienze di vita di cui ora non ho più paura. Certi eventi li ho rielaborati in poco tempo altri hanno richiesto più sedute. Uscivo dalle sedute più serena, come se togliessi ogni volta un sassolino dal fardello che mi portavo dietro. Durante il percorso psicoterapeutico sono riemersi ricordi di esperienze che avevo dimenticato ma che, in realtà, mi provocavano ancora disturbo. Era come se non le avessi digerite e stazionavano in me pronte a saltar fuori quando meno me l’aspettavo. Dopo circa un anno di terapia la mia vista è tornata, così come era scomparsa, improvvisamente. Ho poi trovato un lavoro. Ho deciso di continuare il trattamento anche se avevo già raggiunto dei risultati significativi per risolvere fino alla fine ciò che ancora non avevo metabolizzato e poteva ancora nuocermi. Il trattamento con l’EMDR è stato molto intenso ma ne sono uscita rinata, con più stima di me stessa, con una maggiore consapevolezza che quello che mi accade intorno non è sempre causa mia, con meno sensi di colpa nei confronti di chi mi vuole bene. Mi sono più centrata su me stessa in modo positivo, con la consapevolezza che ciò aiuta me e le persone che mi stanno intorno. Il metodo mi ha insegnato anche ad affrontare meglio lo stress e le situazioni critiche nella mia vita attuale e riesco a gestire quanto mi accade nel presente con più lucidità, calma ed efficacia. Sono molto soddisfatta del lavoro svolto e dei risultati raggiunti. Il mio giudizio sul l’esperienza è altamente positivo.”
Enrica, Malattia psicosomatica
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“Anche se all’inizio non sembra, tornare indietro nel tempo serve per stare meglio dopo. L’EMDR è come una macchina del tempo che ti riporta indietro in un punto della tua vita. Non puoi cambiare il passato ma puoi modificare la traccia che ha lasciato in te…”
“Sono Anna e ho 30 anni. Ecco come mi presentavo: “Ho una bella famiglia con mamma, papà e nonna che mi adorano. Tutto sommato la mia vita non ha grossi problemi: ho tanti amici che mi vogliono bene e ho una “quasi” storia d’amore con un ragazzo. Riesco ad affasciarne gli uomini ma non a farli rimanere con me seriamente: probabilmente incontro solo gli uomini sbagliati. Sono abbastanza sicura di me.” Sotto ad un’apparenza quieta, in realtà, nascondevo troppe inquietudini e sofferenza. Queste mi hanno indotto a cercare un terapeuta EMDR. Il primo giorno di terapia mi ricordo benissimo che avevo paura di non sapere cosa dire e raccontare. Mi sembrava di sopravvalutare una mia sensazione di malessere con cui avrei potuto convivere ancora un po’. “Potrò andare in terapia a dire che non capisco perché non trovo un fidanzato e ho sempre storie d’amore strane a metà tra un’amicizia e un amore? Il rapporto con i miei non poi è così male: spesso ho dovuto aiutarli a risolvere le cose tra loro e aiutarli ad affrontare i problemi economici; a volte il papà è talmente arrabbiato che fa paura, ma poi passa sempre tutto ci vogliamo tanto bene. Rispetto ad altre storie che sento.. sono fortunata!” Sentivo però dentro di me strane sensazioni sgradevoli, avevo la necessità di avere sempre qualcuno vicino che mi volesse bene e questo mi portava a sfidare le persone intorno a me, imponendo le mie condizioni, per valutare fino a che punto mi volessero bene. Al tempo stesso, pur di rendermi gradita, ero pronta a “plasmarmi” in base alle esigenze altrui. Poi ho conosciuto la mia terapeuta EMDR. All’inizio della terapia mi sentivo strana. La psicologa si avvicinava, si metteva vicino a me, iniziava a muovere davanti ai miei occhi e mi chiedeva di concentrarmi sul ricordo e sulle mie sensazioni. Tutto cresceva e diventava intenso. I ricordi di quando ero piccola si facevano spazio e si ripresentavano come diapositive: con loro rivivevo tutte le sensazioni di allora. Piano piano mi sono ritrovata a togliere la maschera che mi ero messa e ho potuto vedere chi ero davvero. Pensavo di non trovare il fidanzato perché gli uomini che incontravo erano sbagliati e mi sono invece accorta che ero io a tenere lontani gli uomini a causa delle mie delusioni passate. Al tempo stesso amavo talmente forte da soffocare l’amato e da snaturare il senso stesso dell’amore. Attraverso l’ EMDR ho scoperto che a volte mio papà è cattivo ma non serve più che io stia lì a proteggere tutti, che a volte ho tanta paura quando sono da sola, ma non c’è più bisogno di proteggermi con i miei giochi come facevo quando la mamma non c’era, che se sono me stessa in tutta la mia dolcezza (all’inizio non riuscivo nemmeno a dire questa parola senza provare fastidio) le persone possono amarmi o meno ma c’è una persona che ci sarà sempre e questa sono io. Nel percorso della terapia EMDR ci sono stati anche dei momenti profondi, quando mi si sono aperte ferite di cui mi ricordavo neppure l’esistenza, relative a ricordi di cui mi faceva male solo l’accenno. Le ferite hanno dapprima ripreso a sanguinare ma con il terapeuta EMDR sono rapidamente guarite, a volte nella stessa seduta. Anche se all’inizio non sembra, tornare indietro nel tempo serve per stare meglio dopo. L’EMDR è come una macchina del tempo che ti riporta indietro in un punto della tua vita. Non puoi cambiare il passato ma puoi modificare la traccia che ha lasciato in te. Potrei scrivere un libro per raccontare tutte le immagini che sono nate dai ricordi nelle sedute di EMDR: alla fine tutte le parti di me hanno trovato un senso ed un equilibrio. Sono diventata importante per me. Ho imparato a dare amore e a chiedere amore. L’EMDR è stato un bellissimo viaggio nel tempo della mia vita. “
Anna, Sensazioni sgradevoli
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“…mi sono ammalata gravemente…adesso sento che grazie alla terapia EMDR il mio corpo sta reagendo vitalmente e penso che continuerò a migliorare…”
“A 51 anni mi sono ammalata gravemente: trombocitemia essenziale, un’eccessiva produzione di piastrine da parte del midollo osseo in assenza di una causa definibile. E’ insorta 4 anni fa. L’ematologa è stata chiara: “da questa malattia non si guarisce”, mi ha detto subito, “la cura farmacologica è necessaria ed è per sempre: oncocarbide e cardioaspirina”. Il midollo nel tempo risente purtoppo della cura: si può arrivare al trapianto di midollo. Ho iniziato la cura ma il valore delle piastrine, nonostante i farmaci, continuava a superare la soglia della nomalità. Ero a pezzi: “non è possibile che io sia ammalata di qualcosa di cui non si sa la causa!”, pensavo. Volevo capire. Volevo sperare. Così mi sono avvicinata alla psicoterapia e ho iniziato casualmente con una psicologa che usava l’EMDR. Avevo di me l’idea di una persona felice, vitale, ottimista. Ogni seduta portava invece a galla episodi importanti della mia vita che mi avevano segnato negativamente. Ero sorpresa da quanta tristezza e dolore emergessero durante le sedute. Più la terapeuta muoveva le sue dita davanti ai miei occhi più ero sorpresa per i ricordi che mi faceva riemergere e per come mi sentivo. Le morti in famiglia, tante, significative. Mia madre che, per continuare la gravidanza che mi ha fatto nascere, non si è curata ed è morta quando io ero piccolissima. La mia vita: sempre una lotta, sempre in pericolo. Sotto al dolore, inarrestabile, è poi emersa la colpa, come un peso sulla mia testa, sempre intorno, sempre dentro di me, che contrastava il mio desiderio di vivere e la spinta ad essere felice.. Quando ho capito questo, quando sono entrata in contatto con la colpa, sono stata malissimo. Però finalmente avevo trovato una chiave, avevo capito perchè mi attaccavo, perché aggredivo il mio sistema immunitario, me stessa, la mia vita. Ho capito che producevo piastrine per chiudere le ferite dell’anima che avevo dentro, nel disperato tentativo di darmi sollievo. Mi sono pacificata con la malattia, fino a quel momento mia nemica. Mi sono integrata, adesso mi capisco e mi voglio bene. Sono finalmente consapevole di non essere colpevole. Non è passato neanche un anno da quando ho iniziato la terapia EMDR: ho potuto gradualmente diminuire il dosaggio dei farmaci fino a dimezzarlo e il valore delle piastrine si è normalizzato. Il medico mi ha già detto che ridurremo ulteriormente il dosaggio. Adesso sento che, grazie alla terapia EMDR ancora in corso, il mio corpo sta reagendo vitalmente e penso che continuerò a migliorare.”
Elena, Malattia autoimmune
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“Mi sembrava che fosse scoppiata una bomba e che fossi circondata solo da macerie. Le macerie della mia vita. Poi con l’EMDR, piano piano, si è rimesso tutto in ordine…”
“Avevo perso il latte per mio figlio! Sembra una banalità ma era l’ultima di una serie di cose importanti che avevo perso. Avevo perso il lavoro e la speranza di trovarne un altro, avevo perso la serenità del rapporto con il mio compagno, avevo perso la libertà, sempre legata al figlio appena nato, e… avevo perso la pazienza: non sopportavo più né suoceri né nessun altro, nemmeno il gatto. Mi sembrava di aver fallito su tutto ciò che era importante. Mi rendevo conto che tutte le mie aspettative di vita erano state negate. Ero veramente depressa. Mi sembrava che fosse scoppiata una bomba e che fossi circondata solo da macerie. Le macerie della mia vita. E’ stato così che mi sono avvicinata alla terapia EMDR. Nel corso della terapia ho fatto tanti passi avanti; ho eliminato sistematicamente le varie sofferenze, ho imparato a controllare le interferenze esterne (come i suoceri), la rabbia e la voglia di fuggire dai problemi senza affrontarli. I risultati sono evidenti: Io e il mio compagno ci parliamo. Discutiamo, sì, ma come persone civili. Come due persone che si amano e cercano le soluzioni migliori per continuare una vita felice e serena. Mio figlio è meno nervoso grazie al mio impegno quotidiano alla ricerca della pazienza. E’ un bimbo simpatico a tutti, felice e sereno e sono davvero felice che sia con noi. Mi piace la famiglia a tre. Ho imparato ad accettare e ad apprezzare l’aiuto degli altri, anche dei suoceri…la gatta è rimasta con noi! E continua a tenerci compagnia. Le cose vanno molto meglio rispetto ad un anno fa! Con la terapia EMDR ho fatto ciò che volevo da anni: ” resettare tutto della vita”. Mi sono affidata totalmente alla terapeuta. L’EMDR per me è stata come un antidepressivo perenne che mi ha aiutato ad essere più sempre più lucida e più felice; piano piano si è rimesso tutto in ordine. E’ come se ogni cosa ed ogni persona avesse preso il posto che gli spettava nella mia vita.”
MariaPia, Avevo perso tutto
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E i bambini raccontano

“Ho cominciato un anno fa a fare questo lavoro, le prime volte mi sembrava noioso ma poi mi è piaciuto molto perché mi ha aiutato molto a farmi scomparire le compulsioni e le ossessioni che avevo tanto che ora non le ho più. L’EMDR dura circa 30 minuti, per prima cosa la psicologa compila una scheda chiedendoti delle cose poi ti fa spostare la sedia verso sinistra e ti tamburella con le mani sulle gambe oppure fa girare le sue dita e mentre lei fa queste cose tu le devi dire cosa senti e cosa provi, infine quando capisce che non ti dà più fastidio ti fa una domanda: c’è qualche parte del corpo che ti dà fastidio?
Marianna, 11 anni
“All’inizio io pensavo che non mi sarebbe piaciuto, poi mi è piaciuto per 2 motivi: 1) perché ho scoperto che E.M.D.R. era una frase puntata; 2) perché è molto bello e provatelo chiunque stia leggendo questo testo e vi sentirete molto meglio”.
Giacomo, 8 anni
“Io pensavo che a me non servisse EMDR ma alla fine ogni volta che lo facevo mi sentivo meglio. E piano piano sono guarito”. Emdr è quella cosa che man mano che muovi gli occhi la tristezza se ne va e se prima ti faceva paura 10 ora al massimo 1 e poi neanche 1 se proprio vai a guardare… è tutto passato e una cosa vecchia come dice la psicologa…”
Marco, 10 anni
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