La complessità dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), rende necessario l’utilizzo di un approccio integrato e multidisciplinare che abbia il fine di favorire un corretto inquadramento diagnostico e un conseguente approccio terapeutico idoneo al trattamento. La letteratura annovera una moltitudine di approcci terapeutici adottati al fine di ottenere dei miglioramenti quanto più duraturi in soggetti con DCA, tra i quali spicca la procedura EMDR (Solomon, 2001; Shapiro, Solomon 2008) che porterebbe ad un cambiamento relativo all’immagine corporea e alle sensazioni provate anche nei 12 mesi successivi al trattamento (Andrea Bloomgarden, Rachel M. Calogero, 2008).
L’EMDR si focalizza non solo sui ricordi che sono implicati nello sviluppo della patologia, ma agisce anche sulle situazioni presenti che provocano il disagio emotivo, e contribuisce a consolidare le capacità e i comportamenti specifici necessari all’individuo per il futuro. Le esperienze traumatiche precoci sono spesso connotate da un senso di impotenza, mancanza di controllo e senso di inadeguatezza.

L’EMDR attiva il processo di elaborazione dell’informazione e lo mantiene in uno stato dinamico, la colpa e la vergogna della prospettiva del bambino possono essere progressivamente trasformate nella dimensione adulta di adeguatezza, sicurezza e fiducia nelle proprie capacità. I pazienti con DCA possono essere aiutati con l’EMDR nella modificazione dei propri schemi emotivi rendendoli consapevoli delle proprie capacità, aumentando il loro self-control e potenziando le loro risorse interne già presenti.