Nei primi anni di vita le interazioni con gli altri permettono di sviluppare importanti connessioni nel cervello, che progressivamente influenzano la percezione interiore di Sè e la capacità di avere relazioni sane con il mondo esterno. La ricerca sull’attaccamento ha dimostrato che le relazioni con le figure di attaccamento durante i primi anni di vita influenzano lo sviluppo dell’abilità di regolare le emozioni, di creare relazioni interpersonali intime, così come dell’abilità di auto-regolazione e mentalizzazione. In aggiunta a ciò, la comunicazione interpersonale ed emotiva all’interno della famiglia d’origine può determinare lo sviluppo di risorse, creare nel bambino un sentimento di essere degno e meritevole di amore, e favorire la resilienza di fronte a forti disagi emotivi, favorendo quindi la salute mentale.

Nel caso di bambini adottati tutte queste acquisizioni risultano essere più o meno deficitarie, in considerazione del fatto che con ogni probabilità essi avranno vissuto sin dai primi anni di vita esperienze traumatiche complesse ripetute nel tempo e/o esperienze profonde di trascuratezza e abbandono.

Risulta dunque fondamentale aiutare questi bambini a rielaborare i traumi subiti, ma ancor prima a riorganizzare la loro percezione di sé e degli altri in un senso di identità unitario e coeso.

È importante chiarire che il bambino adottato non necessariamente è un bambino patologico, ma molto più di frequente è un bambino che necessita di un aiuto e di un sostegno specialistico affinché sia messo nelle condizioni migliori per sviluppare al massimo la sua capacità di auto-regolazione emotiva e di relazione con l’esterno, e le sue risorse mentali.

Il trattamento con EMDR rappresenta in questi casi l’approccio migliore. Poiché le esperienze traumatiche vissute sono per lo più nei primi anni di vita, e per tale motivo sono difficilmente ricordate dal bambino in modo esplicito (a livello emotivo invece il vissuto traumatico è ben presente nella mente del bambino), nel trattamento con EMDR si chiede ai genitori adottivi di partecipare scrivendo per il loro figlio una narrativa che ripercorra in modo veritiero quanto vissuto da quest’ultimo.

La presenza durante il trattamento dei genitori adottivi è inoltre di fondamentale importanza per poter ricreare col bambino e fargli vivere in modo completo un clima di accudimento e protezione che gli è precedentemente mancato. Tutto ciò, come detto sopra, favorirà lo sviluppo delle sue capacità cognitive-emotive e relazionali, permettendogli così di rielaborare anche i traumi vissuti.